Chiara Bottici, filosofa originaria di Carrara, ha deciso di lasciare New York dopo sedici anni di insegnamento alla New School, università privata di ricerca e arti con sede a Manhattan. La docente è rientrata in Italia insieme al compagno e ai loro due figli, spiegando la scelta con il clima di ostilità attribuito all’amministrazione Trump e con la crescente politicizzazione dei programmi scolastici, soprattutto nelle materie umanistiche e negli studi sociali.
Bottici ha raccontato di aver assistito a un progressivo deterioramento dell’ambiente accademico. Secondo la filosofa, alcuni colleghi che avevano partecipato a manifestazioni a sostegno della Palestina sono stati sospesi. Nel 2025, inoltre, l’università avrebbe ricevuto una lettera con accuse di antisemitismo. La docente ha ricordato che la New School, negli anni Trenta, aveva offerto rifugio a studiosi europei in fuga dal fascismo e dal nazismo.
La decisione di lasciare l’università
La situazione ha coinvolto anche la famiglia. La figlia di Bottici ha seguito a scuola un percorso per conoscere i propri diritti nel caso di deportazione dei genitori. Il compagno della filosofa, sociologo e responsabile di dipartimento alla New School, si occupa di Palestina, mentre Bottici ha pubblicato un libro di critica a Trump. La sospensione dei docenti, ha spiegato, comporterebbe la perdita dello stipendio e dell’assicurazione sanitaria.
Il 26 marzo la docente ha quindi deciso di dimettersi e di abbandonare New York. Una scelta descritta come un’esperienza dolorosa e accompagnata da una sensazione di tradimento nei confronti di un Paese che, in passato, aveva associato a una forte libertà di parola. Bottici ha detto di aver percepito un cambiamento profondo rispetto agli anni in cui considerava New York un’eccezione nel panorama americano.
Il progetto Nova Schola a Carrara
A Carrara la filosofa guiderà Nova Schola, progetto sviluppato in collaborazione con l’amministrazione comunale e con colleghi della New School. L’iniziativa è pensata come un percorso di alta formazione universitaria e come una rete destinata ad accogliere e sostenere accademici e intellettuali costretti a lasciare gli Stati Uniti per ragioni politiche.
La presentazione si terrà dal 28 al 30 ottobre al Ridotto degli Animosi, con un convegno e un’assemblea generale. Tra gli ospiti annunciati c’è Judith Butler, docente di retorica e letteratura comparata all’Università di Berkeley e studiosa degli ambiti legati al genere e alla sua dimensione sociale.
Bottici ha riferito di aver trovato sostegno nella sindaca Serena Arrighi e nell’assessore Gea Dazzi. Il progetto, nelle intenzioni della filosofa, vuole promuovere reti internazionali di contrasto ai movimenti autoritari e trasformare Carrara in un punto di riferimento per studiosi che cercano spazi di confronto e libertà accademica.