Crisi aziendale

Crisi Tisg: dimissioni di Costantino e ricerca di nuovi investitori

Giovanni e Gianmaria Costantino si dimettono, il futuro del cantiere è incerto.

Crisi Tisg: dimissioni di Costantino e ricerca di nuovi investitori

Un passo indietro che era nell’aria segna una nuova fase per The Italian Sea Group. Giovanni Costantino ha rassegnato le dimissioni da presidente e amministratore delegato della società, insieme al figlio Gianmaria Costantino, consigliere di amministrazione e amministratore non esecutivo. Questa decisione ha portato alla decadenza dell’intero consiglio di amministrazione, venendo meno la maggioranza dei componenti, e segna una svolta nella complessa vertenza sul futuro del cantiere.

Costantino, che aveva già anticipato la sua volontà durante un incontro in Prefettura all’inizio di luglio, continuerà a operare in regime di ‘prorogatio’ fino alla nomina del nuovo consiglio. La crisi di The Italian Sea Group è stata al centro dell’incontro in Prefettura, dove sono stati illustrati gli scenari per il rilancio della società. Tra le ipotesi sul tavolo, si parla di ricorso agli strumenti previsti dal Codice della crisi d’impresa, con l’intenzione dell’azienda di procedere con un concordato in bianco, l’ingresso di nuovi investitori, la rinegoziazione delle commesse con gli armatori e una possibile ricapitalizzazione.

Occupazione e sindacati

In merito alla situazione occupazionale, l’azienda ha confermato il ricorso alla cassa integrazione straordinaria per 200 lavoratori diretti. I sindacati, in queste settimane, hanno continuato a chiedere garanzie per tutto il perimetro produttivo, incluso l’indotto. Ieri, a Firenze, si è svolto un incontro tra l’amministrazione di Carrara, Fim, Fiom e Uilm e Valerio Fabiani, responsabile dell’Unità di crisi regionale. Le organizzazioni sindacali hanno richiesto l’avvio immediato di un percorso condiviso con tutti i soggetti coinvolti nella procedura, per chiarire le prospettive dell’azienda e arrivare a un piano industriale che salvaguardi l’occupazione.

La Regione ha dato disponibilità a incontrare eventuali investitori interessati, ma i sindacati hanno sottolineato che qualsiasi ipotesi di acquisizione dovrà garantire la tutela di ogni posto di lavoro. “La situazione all’interno del cantiere è ogni giorno più difficile e la fiducia dei lavoratori sta venendo meno”, hanno dichiarato Fim, Fiom e Uilm al termine del tavolo, aggiungendo che non c’è più tempo da perdere e che è necessaria un’accelerazione netta.

Preoccupazioni per l’indotto

Preoccupazione è stata espressa anche per le aziende in appalto, alcune delle quali si trovano in difficoltà dopo il rigetto da parte dell’Inps di alcune richieste di cassa integrazione ordinaria. Nicola Del Vecchio, segretario della Cgil Massa-Carrara, ha evidenziato la necessità di un cambio di passo e di un confronto serrato con gli attori coinvolti. “Serve individuare immediatamente percorsi capaci di favorire un subentro nella gestione del cantiere e ci sono manifestazioni d’interesse che ci aspettiamo possano essere formalizzate nelle prossime ore”, ha affermato, lanciando l’allarme sull’indotto e sui tanti lavoratori che non stanno percependo lo stipendio.

Dalla Cisl Toscana Nord, Bruno Casotti e Michele Folloni hanno definito l’incontro in Regione come ‘un tavolo importante’, sottolineando la necessità di ulteriori confronti. “Serve dialogare con tutti i soggetti coinvolti per accelerare il più possibile con soluzioni che mettano in sicurezza tutti i lavoratori, diretti e indiretti”, hanno ribadito. La sindaca di Carrara, Serena Arrighi, presente all’incontro, ha annunciato che sarà convocato un ulteriore tavolo entro Ferragosto, sperando di arrivare a una soluzione per i tanti lavoratori coinvolti.