The Italian Sea Group avrà altri sessanta giorni per depositare il piano definitivo di risanamento e la relativa proposta nell’ambito del procedimento di regolazione della crisi. La proroga è stata concessa dal Tribunale di Firenze con un provvedimento depositato il 10 settembre.
Il termine aggiuntivo decorre dalla scadenza fissata in precedenza al 31 agosto. La richiesta era stata presentata dalla società il primo luglio, con l’apertura del procedimento previsto dall’articolo 44 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Il rinvio consente alla società di proseguire il lavoro sulla soluzione della crisi e sulla definizione di un nuovo assetto.
Governance e manifestazioni d’interesse
La proroga arriva mentre la nuova governance di Tisg è ancora in fase di definizione societaria. Sul tavolo ci sono inoltre 15 manifestazioni d’interesse ricevute dall’azienda nelle scorse settimane. Il quadro resta quindi articolato, anche per le tensioni emerse negli ultimi giorni tra la società e una parte del fronte sindacale.
Fim-Cisl e Uilm-Uil avevano invitato a superare le polemiche personali e difeso il lavoro delle proprie rappresentanze sindacali aziendali sul contratto di solidarietà. A replicare sono stati il segretario della Cgil Massa-Carrara Nicola Del Vecchio e Umberto Faita della Fiom-Cgil Massa-Carrara, secondo i quali la preoccupazione riguarda soprattutto i numeri e l’andamento della crisi.
Le contestazioni della Fiom
Secondo i due esponenti sindacali, al 13 agosto risultavano interrotti 124 contratti di lavoro, mentre l’azienda aveva dichiarato un’eccedenza di ore sviluppabili dal personale pari al 60 per cento, corrispondente a circa 270 dipendenti. La Fiom sostiene inoltre che dall’inizio della crisi il cantiere abbia perso circa il 70 per cento delle ore potenziali rispetto al gennaio 2026, quando il perimetro occupazionale superava di poco le 380 persone.
Per il sindacato, il nodo non è lo scontro tra sigle, ma l’erosione dell’organico a fronte di annunci sulla ripresa dell’attività che, secondo quanto riferito, si sarebbero susseguiti senza concretizzarsi. Le imbarcazioni presenti nel cantiere, compresa l’unica commessa attualmente in lavorazione e la manutenzione del 140 metri, sarebbero ancora ferme nelle stesse posizioni. Da qui la valutazione che esista lavoro, ma non siano disponibili le condizioni materiali per svolgerlo.
Del Vecchio e Faita rivendicano la firma del contratto di solidarietà, considerato lo strumento tecnicamente utilizzabile nella fase attuale, ma contestano la gestione delle settimane successive all’accordo. La Fiom denuncia una continua fuoriuscita di dipendenti attraverso le dimissioni, definite una forma di licenziamenti pilotati, e chiede che, fino all’autorizzazione formale del Ministero, tutte le maestranze siano richiamate al lavoro. In caso contrario, il sindacato annuncia che inviterà i lavoratori a mettersi a disposizione dell’azienda per rendere la prestazione dovuta.