Il prossimo anno scadranno le concessioni degli stabilimenti balneari, ma a Carrara alcuni titolari si stanno già muovendo per ottenere il rinnovo. Le prime quattro aree demaniali interessate dalla procedura sono Doride, Lido Leda, Lunezia e Swamp. A queste potrebbe aggiungersi anche il Saint Vincent, che, secondo quanto emerge, sarebbe intenzionato a presentare a sua volta un’istanza.
Il meccanismo scelto richiama l’istituto dell’atto formale previsto dal Codice della navigazione. Il titolare presenta una richiesta al Comune, che pubblica l’avviso e concede un periodo di 30 giorni per la presentazione di eventuali domande concorrenti. Se nessun altro operatore manifesta interesse, la procedura può concludersi con il rilascio diretto della concessione al soggetto che ha presentato l’istanza originaria.
La procedura prevista dal Comune
La possibilità deriva dalla delibera approvata dal Comune di Carrara il 23 dicembre 2025 e pubblicata lo scorso luglio sul bollettino ufficiale della Regione Toscana. In assenza di concorrenza esterna, agli attuali concessionari potrebbe essere riconosciuta una nuova concessione della durata di 20 anni. L’eventuale conferma, tuttavia, è legata al mancato arrivo di richieste alternative entro il termine indicato nell’avviso.
Qualora vengano presentate domande concorrenti, Palazzo civico dovrà invece avviare una procedura comparativa. Prima dell’avvio del confronto tra gli operatori dovrà essere determinato anche l’eventuale indennizzo spettante al concessionario uscente. L’avviso precisa che la competizione non rappresenta la regola automatica, ma si attiva soltanto se, entro la finestra temporale prevista, arrivano altre istanze per la stessa area demaniale.
I dubbi sulla tenuta dell’impianto
Il ricorso all’atto formale viene considerato da esperti del settore una possibile scorciatoia giuridica, la cui tenuta nel tempo è ritenuta incerta. Uno dei principali elementi di rischio riguarda la possibilità che altri soggetti presentino domande concorrenti. I grandi gruppi internazionali del turismo e le società di investimento, infatti, monitorano gli albi pretori dei Comuni per individuare gli avvisi e inserirsi entro i termini previsti.
In questo scenario, l’arrivo di una richiesta alternativa obbligherebbe l’amministrazione a procedere con una gara vera e propria. Un ulteriore elemento di criticità viene individuato negli orientamenti del Consiglio di Stato, che in più occasioni ha sostenuto la necessità di procedure aperte, trasparenti e standardizzate a livello europeo per il rilascio o il rinnovo delle concessioni demaniali. Secondo questa impostazione, un affidamento senza confronto pubblico potrebbe essere contestato sotto il profilo della legittimità.