Ricorrenza civica

La Misericordia di Bagnone celebra 150 anni di volontariato

Cerimonie, memoria e appello alle nuove generazioni nel borgo lunigianese

La Misericordia di Bagnone celebra 150 anni di volontariato

La comunità di Bagnone ha celebrato con una partecipazione significativa i 150 anni della Misericordia, storica realtà di volontariato e assistenza del territorio. Le iniziative, articolate in due giornate, hanno coinvolto autorità, associazioni locali, cittadini e volontari, chiamati a ripercorrere la storia dell’associazione e a riflettere sulle sfide che attendono il futuro.

La memoria dei volontari

La giornata è iniziata con la deposizione di una corona di fiori al monumento dei Caduti, all’interno del cimitero, e con la scoperta dello stemma della Misericordia sulla tomba di Antonio Balestracci, storico governatore dell’associazione a partire dagli anni Novanta e scomparso pochi mesi fa. A seguire è stata celebrata la messa solenne, officiata da don Giovanni Poggiali, con la partecipazione delle associazioni locali e l’accompagnamento musicale della Filarmonica Santa Cecilia.

Al termine della funzione, il sindaco Giovanni Guastalli ha portato il saluto dell’amministrazione comunale davanti a una rappresentanza delle autorità civili e militari e delle realtà associative del paese. Il primo cittadino ha sottolineato il valore del lavoro svolto negli anni dai volontari, descrivendoli come testimoni di valori morali e come un punto di riferimento per l’intera comunità.

Guastalli ha ricordato anche l’evoluzione della Misericordia, capace nel tempo di ampliare i propri servizi di assistenza grazie alla collaborazione con le diverse realtà del territorio. Nel suo intervento ha inoltre auspicato l’arrivo di nuove forze, necessarie per raccogliere il testimone e garantire continuità all’impegno dell’associazione.

Lo sguardo rivolto al futuro

Il percorso storico della Misericordia è stato ripercorso dal governatore Mareno Barbieri, che ha ringraziato il parroco, il coro, la filarmonica e le associazioni amiche. Barbieri ha evidenziato come i 150 anni non rappresentino soltanto un traguardo da celebrare, ma la testimonianza di una presenza costante accanto alle persone in difficoltà.

Nel suo discorso il governatore ha ricordato le origini dell’associazione, nata dall’iniziativa di un gruppo di cittadini, e il valore del labaro storico, ancora conservato. Ha poi dedicato un momento di commozione alla memoria di Antonio Balestracci, considerato una figura determinante nel passaggio della Misericordia verso la modernità.

Secondo Barbieri, nonostante guerre, cambiamenti sociali e innovazioni tecnologiche, la missione dell’associazione è rimasta invariata: stare al fianco di chi ha bisogno senza chiedere nulla in cambio. Accanto alla sofferenza fisica, ha osservato, oggi si manifestano nuove forme di solitudine e disagi sociali più complessi, che richiedono una presenza ancora attenta e solidale.

L’appello conclusivo è stato rivolto soprattutto ai giovani, indicati come destinatari della staffetta del volontariato. Pur riconoscendo che sono ancora pochi, Barbieri li ha invitati a considerare il proprio tempo come una risorsa preziosa da mettere a disposizione degli altri e della comunità.