Il dibattito sull’ampliamento del porto torna a infiammare gli animi, con i Paladini Apuoversiliesi che si oppongono fermamente a qualsiasi progetto che possa danneggiare la costa. “Un ampliamento che non si può fare – afferma Orietta Colacicco, presidente dell’associazione – se non vogliamo dare un colpo mortale all’intera costa”. La questione dell’erosione della spiaggia è tornata prepotentemente alla ribalta, con il recente sopralluogo dell’assessore David Barontini e del sindaco di Massa Francesco Persiani alla riprofilatura della spiaggia alla Partaccia.
Il presidente dell’Autorità portuale, Bruno Pisano, ha dichiarato che il nuovo Piano regolatore è attualmente in discussione presso il ministero delle Infrastrutture. Tuttavia, Colacicco sottolinea che è necessario un approccio serio e basato su dati concreti per affrontare il problema dell’erosione, che ha cause multiple e che colpisce non solo la zona locale ma tutta l’Italia. “I danni già provocati alla costa massese sono dovuti principalmente al porto di Carrara”, afferma, evidenziando la necessità di un nuovo incontro con Pisano per discutere di soluzioni efficaci.
Richiesta di dati e interventi urgenti
Colacicco ha anche messo in evidenza l’importanza di avere dati aggiornati e ufficiali per prendere decisioni informate. “Abbiamo scritto all’assessore Barontini chiedendo informazioni sui dati riguardanti l’erosione, che si dice siano disponibili ma che non ci risultano”, ha dichiarato. La presidente dei Paladini ha chiesto un incontro con esperti e tecnici per discutere le misure necessarie per mitigare l’erosione, che sta accelerando a causa del cambiamento climatico e dell’innalzamento del livello del mare.
Inoltre, Colacicco ha criticato l’uso della sabbia del Po per la riprofilatura della costa, sottolineando che il ripascimento previsto per il 2027 è insufficiente. “Ci vorrebbero milioni di metri cubi di sabbia, non solo 150mila”, ha affermato, avvertendo che la sabbia utilizzata è destinata a scomparire rapidamente a causa dell’erosione continua. La situazione richiede un intervento tempestivo e coordinato per proteggere la costa e le attività economiche ad essa legate.