Marina di Massa, 11 luglio 2026 – Un cigno, ormai diventato una presenza familiare per i bagnanti, ha lasciato il laghetto della pineta di Viareggio per trasferirsi sulla spiaggia. Questo animale, che si è autonomamente spostato, torna regolarmente in cerca di affetto, ma la sua presenza ha sollevato preoccupazioni tra gli esperti della fauna selvatica.
Rischi per la salute del cigno
La calda estate del 2026 ha visto il cigno, soprannominato Scarburato, diventare l’attrazione principale dell’arenile. Tuttavia, la sua scelta di vivere in mare potrebbe rivelarsi pericolosa. Secondo l’associazione La Casa del Maccioni, che si occupa del recupero della fauna selvatica, il cigno non ha ghiandole per filtrare il sale in eccesso, come invece fanno i gabbiani. L’acqua salata può causare gravi problemi renali e disidratazione se l’animale non riesce a trovare acqua dolce per bere.
Inoltre, i bagnanti, pur con buone intenzioni, offrono cibo inadatto come pane e patatine, che possono provocare blocchi intestinali e intossicazioni. L’associazione ha quindi deciso di intervenire per trasferire il cigno in uno specchio d’acqua dolce, dove potrà recuperare senza rischi per la salute.
La storia di Scarburato
Scarburato, il cigno che ha percorso diversi chilometri per arrivare sulla spiaggia, ha lasciato il suo habitat naturale per incompatibilità con altri esemplari. Il suo nome è un omaggio a Andrea Falorni, una delle vittime della strage di Viareggio. Nonostante il cigno sia al sicuro in acqua dolce, la sua abitudine di tornare in spiaggia potrebbe esporlo a rischi per la salute.
Il Wwf ha anche commentato la situazione, chiedendo ai bagnanti di non gettare cibo all’animale, poiché ciò potrebbe disincentivarlo a lasciare il mare. La vicenda di Scarburato mette in luce l’importanza di proteggere la fauna selvatica e di rispettare le esigenze degli animali che vivono nei nostri ambienti.