Prevenzione sul lavoro

Formazione e sicurezza, a Carrara 17 infortuni nelle cave

Un appuntamento ha esaminato rischi, soccorsi e comportamenti degli addetti del bacino di Miseglia.

Formazione e sicurezza, a Carrara 17 infortuni nelle cave

La formazione come strumento di prevenzione è stata al centro del secondo incontro rivolto ai lavoratori delle cave del bacino di Miseglia. L’appuntamento, organizzato da Asl, Comune, Inail, sindacati di categoria e Confindustria, ha coinvolto circa sessanta cavatori e ha affrontato le dinamiche degli infortuni e i comportamenti che possono aumentare l’esposizione al pericolo.

Gli infortuni e le situazioni di rischio

Nel corso dell’incontro è stato ricordato che a Carrara, nel primo trimestre del 2026, si sono verificati 17 infortuni: cinque gravi e dodici non gravi. La geologa Laura Bianchi ha evidenziato inoltre che, dopo tre anni di diminuzione, nel 2025 si è registrato un aumento degli infortuni non gravi.

Ad aprire il corso è stato Domenico Gullì, direttore del Servizio Pisll. Luca Valori, dell’Inail, ha illustrato una simulazione di soccorso, spiegando che nell’area apuana intervengono sempre due mezzi di emergenza. L’elicottero Pegaso, è stato chiarito, non può essere utilizzato in tutti i casi.

Attraverso immagini e schede illustrative, Laura Bianchi ha passato in rassegna numerose situazioni di rischio del settore estrattivo. Tra queste l’impiego di esplosivi, l’avanzamento al monte, il ribaltamento delle bancate, l’utilizzo delle macchine tagliatrici a filo diamantato, gli errori nella movimentazione dei materiali e le condizioni meteorologiche avverse.

La confidenza con i macchinari

Un capitolo specifico ha riguardato i pericoli legati alle macchine tagliatrici. La lama può provocare lesioni agli arti, mentre la ripetizione di operazioni rischiose può generare una falsa percezione di sicurezza. La familiarità con i macchinari e con i blocchi in movimento, insieme alla difficoltà di riconoscere tempestivamente il pericolo, può infatti contribuire all’incidente.

Durante il confronto è stato ribadito che un infortunio dipende spesso da più cause. L’obiettivo, ha sottolineato Gullì, non deve essere la ricerca di un colpevole, ma l’analisi della dinamica per evitare che l’episodio si ripeta. In questa prospettiva è stato indicato come essenziale il dialogo tra lavoratori, datori di lavoro ed enti preposti alla prevenzione.

Tra le misure richiamate figurano l’utilizzo di una gabbia di protezione quando si lavora con una tagliatrice e il rispetto delle linee guida operative. Negli infortuni mortali, è stato spiegato, ricorrono errori di manovra come il mancato allacciamento del lavoratore o la mancata chiusura dello sportello del mezzo.

Al termine del corso sono stati proposti anche esercizi di esplorazione visiva, pensati per aiutare gli addetti a riconoscere l’entità del pericolo all’interno del contesto lavorativo. L’iniziativa ha così riportato l’attenzione sull’importanza di procedure e comportamenti corretti nelle attività estrattive.