Sono trascorsi cento anni dalla nascita di Gualtiero Passani, pittore nato a Carrara nel 1926 e scomparso nel 2019. Per celebrare l’anniversario, il 24 ottobre alle 17, a Palazzo Binelli, sarà inaugurata una rassegna dedicata al suo percorso artistico. L’esposizione, intitolata 100 anni – Gualtiero Passani e curata dal critico d’arte Lorenzo Pacini, propone una selezione di novantasei opere.
Una ricerca in continua trasformazione
Il progetto ricostruisce una carriera durata circa settanta anni, mettendo in evidenza la costante ricerca di Passani e la sua indipendenza espressiva. I lavori esposti documentano il passaggio attraverso linguaggi e tecniche differenti, dall’impressionismo al futurismo, dall’espressionismo alla metafisica, fino all’astrattismo e all’informale.
Disegno, acquerello, tempera, pittura a olio e assemblaggio di materiali diversi furono gli strumenti utilizzati dall’artista per osservare la realtà e rielaborarne le suggestioni. In questo percorso, il colore assunse un ruolo centrale, non soltanto come elemento compositivo, ma anche come veicolo di emozioni, tensioni e stati d’animo.
Secondo il curatore Lorenzo Pacini, biografo di riferimento di Passani, l’artista non era interessato a individuare una formula definitiva. Ogni risultato rappresentava piuttosto l’avvio di una nuova indagine: la pittura cambiava, si metteva alla prova e attraversava soluzioni diverse, mantenendo come riferimento la libertà di interpretare il mondo attraverso una sensibilità personale. La rassegna nasce quindi con l’obiettivo di ripercorrere i sette decenni di produzione e il valore attribuito dall’artista alla ricerca come parte essenziale del proprio lavoro.
Il rapporto con Carrara e la scelta dell’isolamento
Il legame con la città natale accompagnò la formazione di Passani. Il suo percorso cominciò all’Accademia di Belle Arti di Carrara, dove consolidò le basi della propria preparazione, proseguita alla Scuola di Acquarello di Vienna. Nel 1948 fu tra i fondatori del Sodalizio Artistico di Arti Figurative, esperienza legata al confronto culturale e al rinnovamento dell’ambiente artistico carrarese. Nel 1950, a soli ventiquattro anni, realizzò gli affreschi della Sacrestia delle Grazie.
Nel corso della sua lunga attività ebbe occasione di confrontarsi con protagonisti dell’arte del Novecento, tra cui Ottone Rosai, Ardengo Soffici, Moses Levy e Pablo Picasso. Nel 1968 si trasferì a Lucca per insegnare storia dell’arte all’Istituto magistrale. La città divenne progressivamente il luogo della sua maturità umana e artistica, fino alla scelta di stabilirsi a Nozzano, frazione della lucchesia, nella casa-studio dove poteva dedicarsi alla pittura in un contesto quieto e appartato.
A partire dagli anni Settanta, Passani ridusse progressivamente la partecipazione agli eventi pubblici, con l’intento di proteggere la propria ricerca dalle pressioni del mercato e dalle dinamiche della visibilità. La scelta rifletteva una concezione dell’arte come spazio di indipendenza e libertà dai condizionamenti esterni. L’esposizione resterà aperta fino al 20 dicembre a Palazzo Binelli, in via Verdi a Carrara. Le visite sono possibili dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 18.