Il consiglio comunale di Pontremoli ha respinto la mozione presentata dal gruppo di minoranza Pontremoli Bene Comune per avviare un percorso istituzionale e tecnico sull’eventuale ampliamento del perimetro del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano a porzioni del territorio comunale. La discussione si è svolta alle Stanze del Teatro della Rosa, durante una seduta seguita anche online e trasmessa per la prima volta in diretta sui social.
La posizione della maggioranza
Il sindaco Pietro Camillo Cocchi ha annunciato la bocciatura della proposta, ribadendo la contrarietà all’ingresso nell’area protetta nelle condizioni attuali. La posizione, ha spiegato, non sarebbe legata a un’opposizione alla tutela ambientale, ma alla preoccupazione per le conseguenze che l’adesione potrebbe avere sulle attività tradizionali della montagna.
Secondo il primo cittadino, agricoltori, allevatori, boscaioli, cacciatori, tartufai, volontari e residenti già contribuiscono alla cura del territorio. L’ingresso nel Parco, ha sostenuto Cocchi, potrebbe comportare maggiori vincoli e più burocrazia per chi lavora la terra, pulisce i boschi, recupera un vecchio metato o deve aprire una strada agricola. L’amministrazione, ha aggiunto, sarebbe pronta a valutare una proposta diversa se in futuro si presentassero condizioni favorevoli e garanzie ritenute adeguate.
La richiesta della minoranza
Nonostante il voto contrario della maggioranza, Pontremoli Bene Comune ha chiesto alla giunta di convocare un consiglio comunale aperto, con il coinvolgimento della cittadinanza e l’invito alla presidente del Parco Lucia Baracchini e al direttore Giuseppe Vignali. L’obiettivo indicato dalla minoranza è ascoltare posizioni differenti e approfondire le opportunità e i possibili vincoli legati all’eventuale adesione.
La consigliera Elena Battaglia ha definito la bocciatura un’occasione mancata, sottolineando che la mozione chiedeva soltanto di avviare una valutazione sulla fattibilità del progetto. Battaglia ha inoltre richiamato una precedente apertura dell’ex sindaco Jacopo Ferri, assente alla seduta, e ha criticato quella che considera una gestione a geometria variabile dei rapporti con il Parco.
Per la minoranza sarebbe possibile studiare una perimetrazione mirata, escludendo le aree eventualmente contrarie, come già avvenuto in altri Comuni. Il tema continua così a dividere il dibattito politico locale: da una parte viene indicato il possibile contributo del Parco allo sviluppo sostenibile, dall’altra si teme un aggravio dei vincoli per le attività agricole e forestali. Il voto contrario della maggioranza non chiude quindi il confronto, che resta aperto sul piano politico e istituzionale.