Una cabina di regia sul commercio e sullo sviluppo urbano di Massa. È la proposta avanzata da Bruno Ciuffi, presidente provinciale di Confcommercio, di fronte alle difficoltà che interessano i negozi di vicinato e, più in generale, il sistema commerciale della città.
Secondo Ciuffi, il futuro delle attività economiche non può essere affrontato limitandosi ad analizzare l’apertura o la chiusura delle singole vetrine. Il commercio, sostiene, è legato alla qualità urbana, alla sicurezza, alla vivibilità e all’identità dei quartieri. Per questo l’associazione chiede un confronto stabile tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, operatori economici, professionisti e tutti i soggetti coinvolti nella trasformazione del territorio.
Un confronto basato sui dati
L’obiettivo sarebbe comprendere come cambiano i flussi di persone, quali attività mancano, quali servizi sono necessari nei quartieri e come rendere più attrattivi il centro storico e le altre aree commerciali. La proposta, nelle intenzioni di Confcommercio, dovrebbe servire a definire una strategia condivisa, evitando interventi frammentari e finanziamenti distribuiti senza una visione complessiva.
Ciuffi richiama anche il tema delle varianti urbanistiche, che se assunte singolarmente e senza un progetto generale rischiano, a suo giudizio, di modificare la destinazione di alcune aree senza produrre uno sviluppo omogeneo. La crescita della città dovrebbe invece mettere in relazione centro e periferie, commercio, residenze, servizi, mobilità, turismo, parcheggi, cultura e qualità dello spazio pubblico.
Lo sviluppo oltre le nuove superfici
Il presidente provinciale di Confcommercio avverte che lo spostamento continuo dei flussi può creare nuovi poli di attrazione e, allo stesso tempo, impoverire altre parti della città. Il rischio riguarda in particolare i negozi di vicinato, se le scelte urbanistiche non considerano le conseguenze su quartieri e attività locali.
Per Ciuffi, Massa ha bisogno di sviluppo, ma questo non dovrebbe tradursi soltanto nel consumo di nuovo territorio o nell’aggiunta di superfici commerciali. La proposta è costruire una strategia commerciale e urbana decennale, fondata su obiettivi chiari e dati condivisi, affinché gli investimenti producano valore per l’intera comunità. Confcommercio ha infine dichiarato la propria disponibilità a partecipare al percorso.