Il porto di Marina di Carrara torna al centro del confronto con La Spezia. Dopo le preoccupazioni espresse dai cittadini della costa massese per l’erosione della spiaggia, sullo scalo apuano si apre una nuova discussione legata alla distribuzione degli investimenti nel sistema portuale del Mar Ligure Orientale.
A sollevare la questione è stato Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia, intervenuto durante un dibattito sulla riforma dei porti organizzato alla festa di Fratelli d’Italia alla Spezia. Secondo Laghezza, Marina di Carrara avrebbe ricevuto risorse eccessive rispetto allo scalo spezzino. Nel suo intervento ha citato in particolare i finanziamenti destinati al waterfront carrarese, sostenendo che avrebbero potuto essere utilizzati per realizzare nuove banchine e potenziare i moli della Spezia.
La difesa dell’Autorità portuale
La replica è arrivata da Bruno Pisano, presidente dell’Autorità di sistema portuale. Pisano ha difeso l’accorpamento dei due scali, avvenuto con la riforma del 2016, definendolo una scelta strategica per lo sviluppo dell’economia apuana e spezzina. La gestione coordinata, ha spiegato, avrebbe consentito di trasferire a Carrara alcuni traffici precedentemente gestiti a La Spezia, valorizzando la specializzazione del porto marmifero nelle merci varie e nel break bulk.
Questa redistribuzione, secondo il presidente, avrebbe inoltre liberato spazi a La Spezia, poi destinati al traffico container, settore nel quale lo scalo spezzino ricopre un ruolo di rilievo. L’integrazione avrebbe così messo in rete competenze, infrastrutture e opportunità, con una crescita registrata da entrambi i porti sia per i volumi movimentati sia per le ricadute occupazionali.
Il progetto per il waterfront
Nel suo intervento Pisano ha difeso anche il progetto di riqualificazione del waterfront di Marina di Carrara. Si tratta, ha ricordato, di un intervento organico avviato da diversi anni e sviluppato dopo l’integrazione dei due scali. Il piano comprende la viabilità portuale e cittadina, la riorganizzazione e lo spostamento dei varchi, i fasci di binari destinati ai collegamenti intermodali e il rapporto tra il porto e il tessuto urbano.
Particolare rilievo viene attribuito proprio alla relazione con la città, considerata un aspetto centrale per uno scalo inserito in un’area urbanizzata. Il progetto ha beneficiato di contributi pubblici, compresi finanziamenti dell’Unione Europea e della Regione Toscana. Per l’Autorità portuale, questi sostegni confermano la rilevanza strategica dell’intervento.
Pisano ha quindi respinto una valutazione limitata alle singole opere e ai relativi stanziamenti. A suo giudizio, il progetto deve essere considerato nella sua complessità, tenendo conto degli effetti sul sistema portuale nel suo insieme e sul rapporto tra lo scalo e la città. Il confronto con gli industriali spezzini resta così aperto, sullo sfondo delle scelte che riguardano lo sviluppo coordinato dei due porti.