Edilizia pubblica

Murlungo, via libera ai 28 alloggi Erp contestati dai residenti

Il comitato Si-Resiste denuncia i rischi legati al sottosuolo dell’ex area Sin/Sir di Avenza

Murlungo, via libera ai 28 alloggi Erp contestati dai residenti

La Conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto per la costruzione di 28 alloggi di edilizia residenziale pubblica nella zona del Murlungo, nell’area ex Sin/Sir di Avenza. La decisione del Comune di Carrara è stata duramente contestata dal comitato Si-Resiste, che da tempo si oppone alla scelta dell’area.

Secondo il comitato, il sito sarebbe interessato da criticità legate all’inquinamento del sottosuolo, una condizione che, a loro giudizio, potrebbe rendere rischiosa la permanenza delle famiglie negli alloggi. Gli attivisti sostengono di aver portato per primi la questione all’attenzione pubblica, collegando il progetto abitativo ai dubbi sulla sicurezza del terreno.

La protesta del comitato

Nel corso dei mesi Si-Resiste ha organizzato manifestazioni, sit-in e flash mob contro l’intervento. L’ultima iniziativa citata dal comitato si è svolta in occasione dello spettacolo di Ascanio Celestini. La nuova presa di posizione arriva dopo l’ok della Conferenza dei servizi e ribadisce la contrarietà all’operazione.

In un comunicato, gli attivisti definiscono la decisione una sorpresa e parlano polemicamente di un regalo della Regione a chi aveva individuato quella collocazione. Nel testo vengono richiamate anche le perplessità espresse in precedenza da Gaia, dal servizio acquedotto e fognature, da Erp e da esponenti politici locali del Partito democratico, secondo quanto riferito dal comitato.

Dubbi su sicurezza e iter

Si-Resiste sostiene che il ritorno sul progetto sia avvenuto senza motivazioni sufficienti e solleva interrogativi sull’iter seguito per rendere nuovamente idonea l’area ex Sin/Sir. Il comitato richiama inoltre l’investimento previsto, pari a 6 milioni di euro, e contesta l’idea di realizzare un nuovo insediamento abitativo in una zona che considera problematica.

La nota si conclude con un appello a non abbassare l’attenzione sulla vicenda. Gli attivisti affermano che continueranno a manifestare il proprio dissenso nei confronti delle istituzioni coinvolte, sostenendo che le criticità del terreno debbano essere affrontate prima dell’avvio dei lavori. Nel testo non vengono riportate nuove valutazioni tecniche sull’area, ma viene ribadita la richiesta di chiarire i dubbi già sollevati.