Il significato dei 270 esuberi indicati nella vertenza di The Italian Sea Group resta al centro del confronto tra azienda e sindacati. Dopo il tavolo regionale di Firenze, le rappresentanze sindacali hanno fornito letture diverse del numero emerso durante la discussione, mentre la società ha ribadito che non si tratta di lavoratori destinati al licenziamento.
Il nodo del contratto di solidarietà
Secondo le Rsu di Fim e Uilm, i 270 esuberi non corrisponderebbero a persone da accompagnare all’uscita, ma sarebbero un parametro teorico collegato alla richiesta di attivazione del contratto di solidarietà. Il calcolo deriverebbe dall’applicazione della riduzione massima dell’orario, pari al 60 per cento, sull’organico attuale di circa 450 dipendenti.
La solidarietà dovrebbe quindi consentire di gestire temporaneamente la riduzione del lavoro senza ricorrere ai licenziamenti, distribuendo l’attività tra il personale. Le Rsu firmatarie hanno sottolineato che lo strumento sarebbe stato individuato proprio per ridimensionare l’impatto della contrazione produttiva e per mantenere in forza i lavoratori.
Su questa ricostruzione non c’è però una posizione unitaria. La Fiom-Cgil ha preso le distanze dal comunicato di Fim e Uilm. Umberto Faita ha annunciato che l’organizzazione spiegherà le proprie motivazioni durante un’assemblea con i dipendenti, precisando che la Fiom non ha sottoscritto il documento.
La replica della società
Anche The Italian Sea Group ha contestato l’interpretazione dei 270 esuberi come equivalente a 270 licenziamenti. In una nota, l’azienda ha affermato che il contratto di solidarietà è stato proposto per evitare esuberi strutturali e ha richiamato il verbale sottoscritto il 9 settembre, nel quale sarebbe indicata la volontà di mantenere in forza circa 450 dipendenti.
La società ha inoltre ricordato gli impegni previsti nella gestione dell’ammortizzatore, tra cui l’anticipo della quota a carico dell’Inps, la rotazione del personale e le altre condizioni concordate con le rappresentanze. Per Tisg, dunque, la riduzione temporanea dell’orario non può essere assimilata a una procedura di licenziamento collettivo.
Nel comunicato l’azienda ha inoltre respinto le dichiarazioni di Faita relative a un presunto collegamento tra Tisg Asia e Giovanni Costantino, definendole prive di fondamento e riservandosi di tutelarsi nelle sedi opportune. Tisg ha ricordato di avere già diffidato, alla fine di agosto, il soggetto interessato dall’utilizzo del nome, del marchio e delle immagini aziendali.
Il verbale precisa che la riduzione massima del 60 per cento riguarda il fabbisogno orario dell’intero perimetro aziendale, mentre a livello individuale potrà arrivare fino al 90 per cento, nel rispetto della rotazione. La misura, inizialmente prevista per sei mesi, interessa le unità produttive di Massa-Carrara, Viareggio e La Spezia e resta subordinata all’autorizzazione del Tribunale di Firenze. L’intesa prevede anche l’anticipo dell’indennità da parte dell’azienda, la maturazione dei ratei e il monitoraggio almeno quindicinale con la Rsu. In caso di rigetto della domanda di cassa integrazione guadagni straordinaria, l’azienda si è impegnata a garantire il pagamento integrale delle retribuzioni.