Vertenza aziendale

TISG, annunciati 270 esuberi nel sito di Carrara

Fim, Fiom e Uilm accettano le condizioni per l’ammortizzatore, subordinato all’esame del piano da parte dei giudici

TISG, annunciati 270 esuberi nel sito di Carrara

The Italian Sea Group ha annunciato 270 esuberi durante il tavolo di crisi convocato in Regione Toscana. L’incontro ha riguardato la situazione occupazionale dell’azienda e il futuro delle attività legate allo stabilimento di Carrara, in una fase caratterizzata dalla ricerca di soluzioni per il risanamento della società.

Nel corso del confronto, l’azienda ha proposto ai sindacati l’apertura del contratto di solidarietà come strumento per affrontare l’eccedenza di personale e attenuare l’impatto della crisi sui lavoratori. Le organizzazioni Fim, Fiom e Uilm hanno dato il via libera alla prosecuzione della trattativa dopo aver ottenuto l’accoglimento delle principali condizioni poste.

Le condizioni per la solidarietà

Tra gli impegni indicati figurano l’anticipo dell’ammortizzatore sociale, la rotazione del personale e la maturazione dei ratei. È stata inoltre esclusa qualsiasi trattenuta legata ai saldi negativi delle ferie maturati durante le interruzioni dei rapporti di lavoro. Previsto anche un confronto con la rappresentanza sindacale unitaria sulla gestione della cassa.

L’intesa, tuttavia, non è ancora operativa. La sua efficacia è subordinata all’autorizzazione del Tribunale, necessaria per poter presentare la richiesta al Ministero del Lavoro. Il ricorso al contratto di solidarietà è infatti collegato al piano di risanamento aziendale, che dovrà essere sottoposto alla valutazione dei giudici. Nel testo diffuso, la scadenza del passaggio giudiziario è indicata al 16 settembre, mentre nell’introduzione viene riportato il 16 dicembre.

Le ipotesi per il futuro industriale

Durante il tavolo è stato riferito anche che sono arrivate 15 manifestazioni d’interesse per The Italian Sea Group. Le proposte saranno esaminate nel dettaglio nelle prossime settimane, mentre la società ha espresso una preferenza per il ricorso allo share deal.

Questa soluzione, che prevede l’intervento sul capitale della società, viene considerata dall’azienda alternativa all’asset deal, cioè alla vendita dei singoli rami d’azienda. I sindacati illustreranno ora ai lavoratori i contenuti dell’incontro nell’assemblea convocata per lunedì 14 settembre.