Industria lapidea

Furrer rinnova il laboratorio e punta sulle nuove tecnologie

Dopo sei decenni, l’azienda rilancia competenze e presenza globale con un investimento produttivo.

Furrer rinnova il laboratorio e punta sulle nuove tecnologie

Furrer ha rinnovato il proprio laboratorio dedicato alla lavorazione del marmo, aprendo una nuova fase della sua attività. Il progetto riguarda il capannone principale, inaugurato nel 1966, che oggi ospita una linea di lavorazione aggiornata e macchinari di ultima generazione destinati ai nuovi progetti.

La presentazione degli spazi rinnovati si è svolta alla presenza di autorità, ospiti ed ex dipendenti dell’azienda. Durante la giornata si sono tenuti il taglio del nastro del laboratorio e la benedizione di don Marino Navalesi. L’intervento è stato illustrato come un passaggio volto a mantenere nel territorio le competenze maturate in decenni di attività, adeguandole alle richieste del mercato e all’evoluzione tecnologica.

Una storia legata al territorio

Il percorso di Furrer affonda le proprie radici a Carrara, uno dei principali centri mondiali del marmo, ma nel tempo ha superato i confini locali. Secondo quanto emerso durante l’incontro, le realizzazioni dell’azienda sono state portate a termine in circa 200 città distribuite nei diversi continenti. La dimensione internazionale, tuttavia, resta collegata alla sede e alle professionalità costruite nel comprensorio.

Il prefetto Gaetano Cupello ha richiamato il rapporto tra identità territoriale, innovazione e prospettive future, sottolineando il valore del marmo per Carrara e l’importanza dell’evoluzione del settore anche in relazione all’export. Il sindaco di Massa, Francesco Persiani, ha definito il rinnovamento un possibile fattore di sviluppo per il territorio. Una valutazione condivisa dall’assessore del Comune di Carrara Carlo Orlandi, che ha indicato nel legame tra tradizione e innovazione una sfida per il comparto.

Il passaggio tra generazioni

Nel corso dell’iniziativa è stato evidenziato anche il ruolo delle persone che hanno accompagnato la crescita dell’impresa. Gino Mazzi, storico responsabile di Furrer, ha ricordato come nel settore dei lavorati la professionalità sia decisiva per affrontare ogni commessa e consolidare la fiducia dei clienti e dei partner. Rivolgendosi ai numerosi ex dipendenti presenti, ha parlato di una storia condivisa e del contributo lasciato da chi ha lavorato in azienda negli anni passati.

Il passaggio generazionale è stato richiamato dal figlio Paolo Mazzi, che ha indicato passato, presente e futuro come le tre dimensioni sulle quali proseguirà il cammino dell’impresa. La nuova organizzazione del laboratorio rappresenta quindi l’adeguamento della struttura produttiva alle esigenze attuali, mantenendo il legame con l’esperienza accumulata e con il territorio da cui l’attività ha avuto origine.