La crisi di Tisg entra in una fase decisiva. La Fiom-Cgil di Massa Carrara ha espresso una netta opposizione alla proposta di acquisto avanzata da Tisg Asia, chiedendo che il futuro del cantiere sia legato a un reale cambiamento nella gestione e a un piano industriale credibile. Al centro della vertenza ci sono la tenuta occupazionale, il rilancio produttivo e le prospettive dell’indotto.
La posizione è stata resa nota da Umberto Faita, che per il sindacato ha contestato qualsiasi ipotesi di continuità giudicata soltanto formale. Secondo la Fiom, la società con sede a Hong Kong sarebbe storicamente collegata al ruolo di rivenditore di Tisg e rappresenterebbe commercialmente il gruppo sui mercati orientali. Da qui le perplessità dell’organizzazione, che teme il proseguimento di assetti e logiche precedenti sotto una diversa configurazione societaria.
La richiesta di un cambio di gestione
Per la Fiom non sono sufficienti operazioni finanziarie o veicoli societari esteri se non accompagnati da una discontinuità concreta. Il sindacato chiede trasparenza, un risanamento strutturale e un cambiamento radicale nella gestione e nella governance. L’obiettivo indicato è tutelare il cantiere di Marina di Carrara, i lavoratori e la rete di imprese che opera attorno al sito produttivo.
Nella nota, l’organizzazione sollecita investimenti destinati alla piena saturazione degli impianti e la tutela del perimetro occupazionale. Viene inoltre richiamato il rispetto dei crediti maturati dai subappaltatori e dalle aziende della filiera locale, con attenzione sia alle lavoratrici e ai lavoratori direttamente impiegati sia a quelli dell’indotto. La Fiom afferma che il futuro della nautica apuana non debba essere affidato a operazioni di ingegneria finanziaria e annuncia che continuerà a monitorare l’evoluzione della vertenza.
Il tavolo convocato in Regione
Intanto, per oggi alle 15, è convocato a Firenze il tavolo di crisi dedicato a The Italian Sea Group. L’incontro si terrà nella sede della presidenza della Regione Toscana ed è stato convocato da Valerio Fabiani, consigliere del presidente per il lavoro e le crisi aziendali, in seguito alla richiesta arrivata dall’azienda.
Il confronto istituzionale rappresenta il prossimo passaggio della vertenza, mentre resta aperto il nodo relativo alla proposta di acquisto di Tisg Asia. Per il sindacato, ogni soluzione dovrà misurarsi con la continuità produttiva effettiva, la difesa dei posti di lavoro e la solidità del progetto industriale per il sito di Marina di Carrara.