Diritti negati

Musica, arte e parole per dare voce agli oppressi

A Casette, dopo le 17, realtà diverse presenteranno testimonianze su resistenza e marginalità.

Musica, arte e parole per dare voce agli oppressi

Domani pomeriggio, dopo le 17, Casette ospiterà l’iniziativa Un altro mondo è possibile, nata per raccontare le esperienze di chi resiste, difende la propria libertà e vive condizioni di oppressione o marginalizzazione. Musica, arte e parole saranno utilizzate come strumenti per favorire conoscenza, confronto e partecipazione su temi legati alla tutela dei diritti.

La manifestazione è promossa da Italia Cuba, Gaza Fuorigioco, Anpi Provinciale, Casa del Popolo di Casette, Healing and Freedom e dai medici del Palestine Children’s Relief Fund. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è dare spazio a popoli e minoranze che, secondo i promotori, restano spesso ai margini del dibattito pubblico. Il programma unirà momenti artistici e musicali alla presentazione di realtà impegnate su questi fronti.

Dalle donne indigene alle lotte contemporanee

L’iniziativa è stata presentata al Bar Ecuador. A spiegare l’origine della giornata è stato Giancarlo Albori, presidente dell’Anpi provinciale e di Gaza Fuorigioco. La scelta della data è legata alla Giornata Internazionale della Donna Indigena, ricorrenza nata in Bolivia nel 1983 per ricordare Bartolina Sisa, donna indigena e figura della resistenza al dominio coloniale spagnolo, assassinata a La Paz per essersi opposta a quel sistema di oppressione.

Da questa vicenda storica, hanno spiegato gli organizzatori, il percorso si è allargato alle donne indigene di oggi e alle loro battaglie. Nel progetto è stata coinvolta anche Healing and Freedom, movimento che si occupa di queste tematiche e che, attraverso la fondatrice Sibilla Trisaldi, illustrerà il proprio impegno. L’attenzione sarà rivolta inoltre alle donne palestinesi, alle donne cubane e, più in generale, alle persone e ai popoli che affrontano privazione dei diritti, esclusione o condizioni di subordinazione.

Il ruolo della collaborazione

La giornata nasce dalla collaborazione tra associazioni con sensibilità e percorsi differenti. Per i promotori, il lavoro comune rappresenta un esempio concreto di incontro intorno ai valori della solidarietà e della difesa dei diritti. Il tema dell’oppressione sarà affrontato senza limitarlo a contesti lontani, ma mettendo in relazione diverse esperienze e situazioni.

Un ruolo centrale è stato assegnato anche all’arte. Secondo gli organizzatori, musica e linguaggi creativi possono aiutare ad aggregare le persone, costruire comunità e stimolare la riflessione. Per questo la discussione sarà proposta in uno spazio aperto e partecipato, con l’intento di portare il confronto fuori dagli ambienti riservati agli addetti ai lavori e renderlo accessibile alla comunità.