Vertenza aziendale

Diffida alla Fiom sulla foto nell’ufficio del segretario

Il sindacato rivendica autonomia mentre resta aperto il nodo del cantiere e dell’occupazione.

Diffida alla Fiom sulla foto nell’ufficio del segretario

La vertenza che riguarda The Italian Sea Group si arricchisce di un nuovo passaggio. I legali di Giovanni Costantino hanno inviato una diffida a Umberto Faita, segretario provinciale della Fiom Cgil, e alla Cgil in relazione a una fotografia del proprietario dell’azienda nautica esposta nella bacheca dell’ufficio del sindacalista. Secondo quanto riferito dal sindacato, la contestazione riguarda anche la didascalia associata all’immagine, ritenuta non consona all’operato dell’imprenditore.

La posizione della Cgil

La Cgil ha espresso solidarietà a Faita e ha respinto l’idea che la fotografia possa essere utilizzata per mettere in discussione la legittimità dell’attività sindacale. L’organizzazione sostiene che la rappresentanza dei lavoratori debba poter essere esercitata in piena autonomia e senza pressioni. Per il sindacato, il tema centrale resta la situazione del cantiere di Marina di Carrara, alle prese con una grave crisi finanziaria, e il futuro delle maestranze, delle loro famiglie e dell’intero territorio.

Fiom e Cgil ricordano che la vertenza va avanti da anni e che, a distanza di quattro anni dalle precedenti contestazioni rivolte al segretario della Fiom, Faita ha ricevuto una nuova comunicazione che, secondo la loro valutazione, inciderebbe sul libero esercizio del suo ruolo. Il sindacato rivendica il diritto di porre domande, esaminare bilanci e documenti, approfondire gli atti amministrativi e le concessioni demaniali, verificare le decisioni aziendali e chiedere risposte quando sono in gioco occupazione e futuro industriale.

Il confronto sulla crisi

La Fiom afferma di aver assunto un indirizzo preciso nella vicenda: tutelare i lavoratori, difendere i posti di lavoro e chiedere che, di fronte alle difficoltà finanziarie, siano individuate le responsabilità e definite prospettive per il futuro. L’organizzazione sostiene inoltre che negli ultimi mesi siano state diffuse tra i dipendenti comunicazioni aziendali potenzialmente dissuasive rispetto alla libera adesione al sindacato. Su questo punto, Cgil e Fiom annunciano che vigileranno e, se necessario, ricorreranno alle sedi competenti per tutelare le proprie prerogative e i diritti dei lavoratori.

Nel loro intervento, le organizzazioni sindacali si rivolgono anche ai commissari nominati dal giudice, confermando nei loro confronti la propria fiducia e chiedendo attenzione nella gestione di una fase considerata delicata. L’obiettivo indicato è salvaguardare la continuità produttiva, l’occupazione e il patrimonio industriale rappresentato dal cantiere.

La Cgil riconosce che le relazioni industriali possano essere conflittuali e che il confronto possa assumere toni duri, ma sostiene che il dissenso debba svilupparsi nei luoghi della rappresentanza e della contrattazione, nel rispetto dei ruoli. L’auspicio è che la vicenda non abbia ulteriori sviluppi e che il confronto torni nell’ambito di relazioni sindacali corrette e trasparenti. In caso contrario, Cgil e Fiom valutano iniziative a tutela della libertà sindacale.