Rete territoriale

Uomini maltrattanti, 40 persone seguite dal Pur

A Carrara il servizio accoglie anche una donna e segnala la necessità di nuovi finanziamenti.

Uomini maltrattanti, 40 persone seguite dal Pur

Sono 40 gli uomini attualmente accompagnati dal Pur, il Progetto uomini responsabili, attivo a Carrara nel sostegno a chi riconosce di aver adottato comportamenti violenti o maltrattanti e chiede aiuto per interromperli. Nel centro viene seguito anche un caso femminile: una donna che ha compiuto atti violenti nei confronti del partner.

Il servizio si rivolge a persone coinvolte in episodi di stalking, atti persecutori, violenze sessuali e nei cosiddetti reati spia. Si tratta di condotte, anche di minore gravità, maturate all’interno di una relazione sentimentale o in contesti familiari segnati dalla perdita della capacità genitoriale. Tra gli utenti ci sono uomini sottoposti ad ammonimento, ma anche persone che si presentano volontariamente, consapevoli di aver assunto comportamenti sbagliati e di non sapere come ricostruire una relazione corretta con le donne.

Un percorso educativo

Il Pur è nato nel 2018, sulla scia del centro antiviolenza di Carrara Donna chiama donna. Secondo il presidente Aldo Scavuzzo, l’intervento non ha una funzione repressiva, ma punta sul lavoro psicologico ed educativo. Nel centro vengono accolte persone di età compresa tra i 18 e gli 80 anni, italiane e straniere, con professioni diverse, dagli operai agli avvocati. Un quadro che, nella lettura degli operatori, conferma come la violenza possa attraversare ambienti sociali differenti.

La struttura rappresenta una delle realtà attive in Toscana nel recupero degli autori di violenza, ma questo tipo di servizio è presente soltanto in sei zone della regione. L’attività comprende prevenzione, valutazione dei comportamenti e accompagnamento nei casi più complessi, compresi quelli segnalati dai servizi o dalle autorità.

La richiesta di maggiori risorse

Il principale problema indicato dal Pur riguarda i finanziamenti. Strutture di questo tipo, sottolinea Scavuzzo, hanno bisogno di personale qualificato, formazione continua e capacità di intervenire anche nelle situazioni urgenti. Con risorse aggiuntive sarebbe possibile ampliare l’organico e rendere più incisivo il lavoro quotidiano.

Il progetto opera in collaborazione con il Comune e con il centro antiviolenza di Carrara. Un sostegno arriva anche da Erp, che mette a disposizione la sede senza richiesta di affitto e segnala eventuali situazioni di violenza familiare. L’obiettivo resta intervenire prima che i comportamenti degenerino e offrire un’alternativa al solo percorso giudiziario e carcerario per chi commette reati di genere.