La proposta arriva da Matteo Mastrini, sindaco di Tresana e delegato alla Protezione civile, dopo gli eccezionali eventi meteorologici che venerdì 21 agosto hanno provocato danni in diversi territori della Lunigiana. L’amministratore chiede al presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, di destinare 10 milioni di euro agli interventi per la sicurezza dell’area.
Dai danni alla richiesta di risorse
Le conseguenze del maltempo hanno interessato in particolare i Comuni di Bagnone, Villafranca in Lunigiana, Tresana e Licciana Nardi. L’emergenza ha riportato al centro il tema della prevenzione e della necessità di programmare opere capaci di ridurre la vulnerabilità del territorio, oltre la gestione immediata dei danni.
Nelle settimane precedenti Giani, intervenuto ai lavori dell’Isr di Massa-Carrara dedicati al rapporto sull’economia della Lunigiana, aveva manifestato la disponibilità a stanziare risorse regionali per la realizzazione di un nuovo casello autostradale oppure per il raddoppio della Pontremolese. Il confronto su queste ipotesi non era però ancora entrato nel vivo. In quell’occasione si era registrata anche una prima apertura di Mastrini alla discussione.
Dopo gli eventi meteorologici e i danni registrati, il sindaco di Tresana ha rilanciato la questione con una proposta diversa nella destinazione delle risorse. A suo avviso, i 10 milioni di euro che potrebbero essere necessari per un nuovo casello autostradale dovrebbero essere utilizzati per la messa in sicurezza della Lunigiana.
Il nodo degli interventi ancora da realizzare
Nel motivare la richiesta, Mastrini ha ricordato che il costo di un casello autostradale in Italia può partire da circa 10 milioni di euro, in base alla complessità delle opere necessarie. La spesa comprende, tra gli altri elementi, gli svincoli di raccordo, i collegamenti con la viabilità ordinaria, le opere civili, le piste, il piazzale, le cabine, le isole salvagente, i sistemi di esazione e le rampe.
Secondo il delegato alla Protezione civile, quelle stesse risorse sarebbero più urgenti se destinate alla sicurezza del territorio, così da consentire alla Lunigiana di affrontare il futuro con una programmazione più strutturata. L’emergenza attuale, ha osservato, può essere gestita con gli strumenti disponibili, ma non sarebbe sufficiente continuare a intervenire senza una strategia di lungo periodo.
Nel suo intervento Mastrini ha richiamato anche i tempi della burocrazia. Le opere finanziate dopo l’emergenza meteorologica dell’ottobre 2023 non sono ancora state realizzate. In una prima fase, la Provincia di Massa-Carrara era stata esclusa dai finanziamenti collegati a quell’evento, circostanza che, secondo l’amministratore, ha contribuito a rallentare il percorso.
La richiesta è ora rivolta alla prossima variazione del bilancio regionale, prevista in autunno. Mastrini sollecita Giani a inserire in quella sede uno stanziamento da 10 milioni di euro per gli interventi di sicurezza della Lunigiana, sostenendo che si tratterebbe di una scelta utile all’intero territorio anche al di là delle posizioni politiche.