Sarà dedicata al rapporto tra arte, musica e potere la serata in programma alle 21 nella Corte interna del Museo Diocesano di Massa. L’appuntamento, intitolato Convergenze musicali a Massa alla corte di Alderano I Cybo Malaspina, unirà l’approfondimento storico all’esecuzione di alcuni brani legati agli ambienti musicali frequentati dal duca.
A introdurre il tema sarà Patrizia Radicchi, studiosa e presidente della Deputazione di Storia Patria. Con lei interverranno i musicisti Fabrizio Longo e Domenico Cerasani. Al centro dell’incontro ci sarà la figura di Alderano I Cybo Malaspina, alla guida del Ducato dal 1715 al 1731, e il ruolo esercitato dalla sua corte nei rapporti culturali con diversi importanti centri europei.
Le relazioni con le corti europee
Secondo quanto illustrato da Radicchi, Alderano era stato educato alla musica secondo la tradizione delle famiglie nobiliari. L’interesse per questa disciplina sarebbe stato trasmesso dal padre Carlo II e condiviso anche dalle sorelle, protettrici del Monastero di Santa Chiara e legate a composizioni a loro dedicate. Un aspetto che, nella ricostruzione della studiosa, contribuisce a riconsiderare l’immagine del duca, spesso descritto come un uomo dissipato e libertino.
Durante il suo governo, Massa mantenne rapporti con Bologna, Napoli, Vienna, Roma e Lisbona. Tra i compositori collegati a questo circuito figurano Domenico Scarlatti, Gaetano Maria Schiassi e Konrad Friedrich Hurlebusch, dei quali saranno proposti alcuni brani. Scarlatti, considerato tra i maggiori autori del periodo, sarebbe stato a Massa negli anni 1719, 1727 e 1729.
La corte ducale sostenne inoltre la formazione di diversi musicisti. Maestro di cappella era Marcantonio Guglielmi, detto il Cillotti, padre di Pietro Alessandro Guglielmi. Musicisti come Ciampi, Fabbri e Francesco Staffetta furono indirizzati verso istituti di formazione ritenuti prestigiosi, in particolare a Bologna e Lisbona, città con cui Schiassi ebbe rapporti significativi.
Musicisti e strumenti della corte
I rapporti con Vienna si sarebbero rafforzati anche dopo il viaggio compiuto da Alderano davanti al tribunale imperiale, in seguito all’insurrezione di Carrara. In quell’ambiente il duca conobbe Hurlebusch e il tenore modenese Francesco Morosini, entrambi successivamente presenti a Massa.
Un altro nome ricordato durante la serata sarà quello di Francesco Barsanti, flautista e oboista lucchese. La sua presenza è legata non soltanto ai rapporti personali con Alderano, ma anche alla diffusione della musica della corte oltre i confini locali. A lui sono associati due strumenti d’avorio, un flauto e un oboe realizzati da Giovanni Maria Anciuti, documentati tra i beni del duca.
L’incontro punta così a promuovere ulteriori studi sulla produzione artistica sviluppata durante il governo di Alderano e sul contributo degli artisti accolti nella sua corte. In questo contesto si inserisce anche la nascita, nel 1728, di Pietro Alessandro Guglielmi, destinato a diventare uno dei principali rappresentanti della musica del suo tempo. La serata viene proposta anche come momento di approfondimento in vista delle celebrazioni per i trecento anni dalla sua nascita alla Conca.