Il progetto del Museo della Fornace entra nella fase della definizione scientifica. Il Comune ha incaricato l’archeologo Stefano Genovesi di elaborare l’impianto dell’esposizione che sarà allestita nei locali del seminterrato di Palazzo Bourdillon. La scelta è arrivata dopo il lavoro del comitato scientifico provvisorio, istituito dall’amministrazione con il compito di delineare i contenuti culturali del futuro percorso museale.
Il professionista coinvolto ha seguito le prime attività di studio e conservazione dei reperti emersi nell’area di piazza Mercurio. Il suo incarico dovrà tradurre in un progetto organico le conoscenze raccolte nel corso degli anni, collegando i ritrovamenti alla storia produttiva e urbana del sito. Comune, Soprintendenza e Università di Pisa hanno infatti portato avanti un percorso di ricerca e catalogazione finalizzato alla valorizzazione pubblica dei materiali.
La scoperta durante i lavori
La vicenda è iniziata nel 2011, quando, durante la ripavimentazione della piazza, gli operai individuarono un complesso artigianale ritenuto di epoca romana, nel periodo della colonia di Luni. Gli scavi, condotti sotto la vigilanza della Soprintendenza, portarono alla luce strutture e reperti riconducibili a diverse fasi della storia dell’area: un impianto per la produzione di anfore e materiali edilizi, attività legate alla lavorazione del ferro e dell’olio, un abitato longobardo, un cimitero con una chiesa bizantina e le tracce della platea realizzata per il mercato intorno al XIII secolo.
Tra i ritrovamenti figurano anfore, laterizi e vasche di decantazione, elementi che documentano l’esistenza di un articolato sistema produttivo. Le fornaci sono state considerate tra le più grandi presenti in Italia e facevano parte di un impianto più ampio per la lavorazione dell’argilla. Dopo la conclusione degli scavi, il sito è stato ricoperto, mentre gli archeologi hanno proseguito il lavoro di analisi e inventariazione dei reperti.
La nuova sede a Palazzo Bourdillon
Nel 2012, durante i lavori del programma PIUSS, l’amministrazione aveva annunciato l’intenzione di realizzare un museo dedicato alla fornace. Il progetto, però, non aveva avuto seguito e per anni l’area è rimasta al centro del dibattito culturale senza una sede espositiva né un piano definito. L’interesse per la scoperta è rimasto comunque vivo, anche grazie alla collaborazione tra gli enti impegnati nello studio dei reperti.
La prospettiva è cambiata con la riqualificazione di Palazzo Bourdillon, finanziata attraverso risorse del Pnrr. L’intervento prevede l’adeguamento funzionale dell’edificio e il recupero degli spazi sotterranei, ritenuti adatti ad accogliere il museo. L’amministrazione ha quindi istituito il Museo Archeologico della Fornace e individuato nel palazzo la sede dell’esposizione. Il progetto affidato a Genovesi dovrà ora definire il racconto museale e le modalità con cui rendere accessibili al pubblico i risultati degli scavi e il patrimonio storico del sito.