Allarme sanitario

Peste suina, in Toscana 638 casi dall’inizio dell’anno

Il virus ha raggiunto anche gli allevamenti: attivati controlli e misure di prevenzione per contenere la diffusione.

Peste suina, in Toscana 638 casi dall’inizio dell’anno

Sono 638 i casi accertati dall’inizio dell’anno di Peste suina africana in Toscana, il dato più alto registrato tra le regioni italiane. Il quadro è emerso durante un vertice tra Anci e Regione, convocato per fare il punto sulla situazione epidemiologica e coordinare le misure di prevenzione e contenimento.

Dal selvatico agli allevamenti

Il focolaio iniziale, individuato nel territorio di Massa-Carrara, si è esteso alle province di Lucca e Pistoia. La circolazione del virus non è rimasta confinata alla fauna selvatica: il passaggio agli animali allevati è già avvenuto, con due focolai segnalati a Comano e San Marcello Piteglio.

La Peste suina africana non rappresenta un pericolo per la salute umana, ma può avere conseguenze rilevanti sul comparto suinicolo e sull’intera filiera. Il virus può essere trasportato involontariamente dalle persone attraverso fango e terra rimasti sotto le scarpe oppure sulle ruote delle biciclette, favorendo la diffusione dell’infezione anche a distanza dai luoghi colpiti.

Per questo la sanità pubblica invita a pulire con attenzione le calzature dopo le passeggiate nei boschi e a disinfettarle. L’obiettivo è ridurre il rischio di trasferire il virus verso allevamenti, aree rurali o altri ambienti frequentati da animali sensibili.

Coordinamento tra enti

Per evitare interventi frammentati saranno attivati i Gruppi Operativi Territoriali, coordinati dalle Province. Nei Comuni sono previsti cartelli informativi con QR code e controlli nelle aree pubbliche, mentre le amministrazioni stanno organizzando riunioni provincia per provincia per definire le attività da svolgere.

Tra le priorità indicate figura anche la ricerca e il recupero delle carcasse, un’azione per la quale è necessaria una regia comune. La presidente di Anci Toscana Susanna Cenni ha sottolineato la necessità di un coordinamento unitario e del coinvolgimento di tutti i Comuni, compresi quelli che non risultano ancora direttamente interessati dalla malattia.

Durante il webinar organizzato da Anci Toscana e Regione Toscana, dal titolo Prevenire, contenere. Il territorio in campo contro la Peste suina africana, Cenni ha evidenziato i rischi ambientali ed economici legati a una possibile progressione del virus. L’incontro è servito a informare le amministrazioni sulla situazione e a predisporre materiale rivolto ai cittadini, con l’obiettivo di accrescere la consapevolezza e rendere omogenee le iniziative di prevenzione sul territorio regionale.