Il murale di Mr. Savethewall, al secolo Pierpaolo Perretti, è stato lasciato in condizioni di abbandono nella zona delle Jare, nell’area retrostante il mercato ortofrutticolo. L’opera, lunga circa quaranta metri, era stata realizzata per raccontare attraverso la street art la ferita di Marina dopo il naufragio della Guang Rong. Oggi si trova tra rifiuti, erbacce e rovi, con i colori ormai sbiaditi e frammenti azzurri caduti a terra.
Un’opera pensata per essere temporanea
Il murale era stato inaugurato nell’agosto scorso nella piazzetta davanti al pontile di Massa. L’installazione comprendeva venti disegni: figure di grandi artisti del passato reinterpretate in chiave street art, panorami della località prima e dopo il naufragio e le rane in giacca e cravatta, soggetto ricorrente nella produzione dell’artista comasco.
Fin dall’inizio, il progetto era stato concepito come temporaneo. Una volta completata la rimozione della nave e avviati i lavori di rifacimento del pontile, il muro avrebbe dovuto essere rimosso dalla piazzetta e riutilizzato in un’altra area. Per la sua realizzazione il Comune aveva speso 109mila euro, con l’obiettivo di recuperare l’opera e darle una nuova funzione dopo il superamento dell’emergenza legata al relitto.
Dal progetto di recupero al degrado
Il sindaco aveva spiegato che la struttura avrebbe potuto essere impiegata come muro di contenimento in caso di frane provenienti dal monte. In alternativa, se non fosse stato necessario utilizzarla per la sicurezza del territorio, era stata ipotizzata la collocazione lungo una strada panoramica. Il progetto prevedeva dunque che il manufatto non venisse disperso, ma restasse a disposizione della città.
La situazione attuale alle Jare appare però diversa. Il manufatto è appoggiato in un’area dove si accumulano sacchi della spazzatura e rifiuti sparsi, bottiglie di plastica e residui di vario genere. Nello spiazzo davanti al mercato è presente anche un camper, mentre a pochi metri dall’opera si trova una catasta di scarti di legno, sedie e altri materiali lunga circa dieci metri. L’area è delimitata da transenne del Comune.
Le condizioni del contesto rendono difficile considerare le Jare una semplice zona di deposito in attesa di una destinazione definitiva. Il murale, nato per accompagnare la rinascita del territorio dopo il naufragio della Guang Rong, è oggi esposto alle intemperie e al progressivo deterioramento. Il suo futuro, così come quello dell’area circostante, resta legato a un intervento di recupero e a una nuova collocazione.