Patrimonio condiviso

Duecento firme per trasformare l’ex Mulino Forti in casa di quartiere

Sinistra Italiana chiede di restituire alla comunità un edificio storico destinato a incontri, attività sociali e iniziative culturali.

Duecento firme per trasformare l’ex Mulino Forti in casa di quartiere

Sono circa 200 le firme raccolte a sostegno del recupero dell’ex Mulino Forti, uno degli edifici storici del centro di Carrara. La proposta, avanzata da Sinistra Italiana Carrara, è trasformare l’immobile in una casa di quartiere: uno spazio pubblico dedicato alla socialità, alle attività culturali e all’incontro tra generazioni.

Un tempo alimentato dall’acqua del Carrione, il mulino ha avuto una funzione al servizio della città prima di essere progressivamente dimenticato. Dagli anni Novanta è stato riaperto in modo ciclico per ospitare eventi e iniziative, senza però trovare una destinazione stabile. L’obiettivo della petizione è riportarlo al centro della vita del centro storico, restituendolo a residenti, associazioni e realtà locali.

La proposta per il centro storico

Il lavoro di Sinistra Italiana è partito da una ricognizione degli spazi inutilizzati nell’area compresa tra via Guelfa, piazza Beccheria, via Carriona e il Baluardo. All’attività di analisi è seguita una pulizia collettiva e quindi la raccolta delle firme per sostenere l’idea di un luogo polivalente e intergenerazionale. La futura casa di quartiere dovrebbe ospitare riunioni, attività sociali e culturali, offrendo uno spazio di aggregazione non legato necessariamente al consumo.

«Da mesi portiamo avanti un lavoro sui quartieri della nostra città», spiega il segretario Carlo Perazzo, secondo cui la riapertura degli spazi pubblici abbandonati dovrebbe partire dall’ascolto delle persone che vivono quotidianamente le diverse zone. La formazione politica chiede al Comune di convocare un’assemblea pubblica con abitanti, associazioni e altri soggetti interessati, così da definire dal basso il futuro dell’edificio.

Le altre aree da recuperare

Un primo segnale, riferisce Sinistra Italiana, è arrivato nei giorni scorsi con la riapertura del mulino in occasione di C/Art. Dopo alcuni incontri con l’amministrazione comunale, il ritorno all’accessibilità dell’immobile viene considerato non un punto d’arrivo, ma l’occasione per avviare una discussione sulla sua destinazione. Resta da definire un progetto condiviso e stabile per l’utilizzo della struttura.

La proposta comprende anche l’area verde degli ex bagni pubblici, oggi descritta come invasa da erbacce e rifiuti. L’idea è realizzarvi un piccolo rifugio climatico urbano, con alberi e panchine, sfruttando la vicinanza al Carrione. Anche la piazzetta di via Beccheria potrebbe essere trasformata in un giardino ombreggiato, valorizzando il murales presente nelle vicinanze. Per Sinistra Italiana e Avs, interventi di questo tipo potrebbero contribuire a costruire una rete di luoghi pubblici capaci di rafforzare le relazioni nei quartieri.