Settore primario

Caldo e siccità mettono in crisi i raccolti agricoli

Le aziende segnalano meno latte, maggiori spese per irrigazione e ventilazione, oltre a vendemmie anticipate.

Caldo e siccità mettono in crisi i raccolti agricoli

Le temperature elevate e l’assenza di piogge stanno aumentando le difficoltà per le imprese agricole. Tra raccolti compromessi, vendemmie anticipate, maggiore presenza di insetti e costi più alti per acqua ed elettricità, il quadro tracciato dagli operatori è particolarmente preoccupante. Secondo Coldiretti Massa Carrara, il prolungato caldo avrebbe già danneggiato o bruciato circa il 20% delle produzioni orticole a livello generale in Toscana.

Colture in difficoltà e costi in aumento

Francesca Ferrari, presidente dell’organizzazione agricola provinciale, segnala ripercussioni anche negli allevamenti: nelle stalle la produzione di latte sarebbe diminuita tra il 20 e il 30%, con conseguenze sulle filiere lattiero-casearie e sulla crescita degli animali destinati alla produzione di carne. Le colture, sottoposte a stress termico e idrico, riducono la propria attività e si proteggono limitando i consumi, con effetti sulla quantità e sulla qualità del raccolto.

La necessità di irrigare con maggiore frequenza e di contrastare gli attacchi degli insetti, compresi quelli definiti alieni, sta facendo crescere i costi energetici e di gestione. L’assenza di pioggia, inoltre, aumenta il rischio di incendi. Per Coldiretti, la somma di questi fattori riduce il reddito delle aziende agricole e ne mette a rischio la stabilità economica.

Le difficoltà riguardano anche le realtà più giovani. Arianna Sodini, titolare dell’agriturismo La ca’ del nona, racconta che gli orti hanno sofferto la siccità, con piante di gelso e pomodoro in condizioni critiche. Anche fichi, mirtilli e altre coltivazioni hanno risentito della mancanza d’acqua, mentre le galline, a causa delle alte temperature, producono meno uova. L’azienda ha installato un impianto di irrigazione, ma la vigna ne è ancora priva e potrebbe andare incontro a ulteriori problemi.

Ripercussioni anche negli allevamenti

Sodini ha avviato l’attività nel 2023 con 48 piante di fragole, ampliandola poi con nuovi terreni destinati a gelsi, fragole e ortaggi. La siccità ha però ridotto i risultati attesi: la raccolta delle patate si è fermata a 2 quintali, contro i cinque previsti. Le piante giovani, con apparati radicali ancora poco sviluppati, risultano più esposte agli effetti delle condizioni climatiche estreme.

A Battilana, Marco Bonotti gestisce un’azienda con bovini, conigli e coltivazioni. Gli animali da latte soffrono particolarmente quando le temperature superano i 30 gradi: per garantire condizioni adeguate sono necessari ventilatori e maggiori consumi idrici. Nonostante questi interventi, la produttività diminuisce e l’allevatore stima una contrazione di circa il 10%. Le bovine possono inoltre avere ritardi nella fecondazione e difficoltà nel recupero.

Il caldo incide anche sul comportamento dei conigli, che durante il giorno tendono a mangiare meno e restano attivi soprattutto nelle ore notturne. Nel frattempo aumentano i problemi legati a parassiti, cimici e pidocchi, con possibili conseguenze sull’impollinazione. Secondo Bonotti, la risposta delle piante alle condizioni estreme può determinare un incremento dei costi compreso tra il 20 e il 40%.

Preoccupazioni vengono espresse anche per la vendemmia del vino di Candia, che potrebbe iniziare in anticipo. Fabrizio Bondielli, del Consorzio Candia, riferisce che il prodotto mantiene al momento buone caratteristiche qualitative, ma avverte che l’assenza di precipitazioni potrebbe cambiare la situazione. Se il caldo dovesse proseguire per altre settimane, anche la produzione vitivinicola sarebbe esposta a nuove difficoltà.